ZTL – Divieto di accesso tranne…

BANNER_Kerb

ZTL

Senza titolo © colinlogan

Quante volte abbiamo affannosamente letto i cartelli agli ingressi della ztl, per capire se eravamo a posto con gli orari e quindi salvi dalle multe?

Ma poi pensandoci su e rileggendo con attenzione il cartello, sorge spontanea la domanda: perché sono riportate le eccezioni bus, taxi, etc.?  …E’ naturale, ché i mezzi del trasposto pubblico potendo passare nelle ztl possano invogliarne un maggiore l’utilizzo …e quindi?  E quindi, però, l’eccezione non è solo nel passaggio, ma nelle emissioni allo scarico, sì perché molti di questi bus sono ancora euro 0/1!!

Si stima che in Italia il numero di bus comunali non rispondenti alle normative per le emissioni in vigore sia tra  le 5000 e le 8000 unità.

Ora, un bus diesel euro 0/1  quindi senza i moderni sistemi di abbattimento delle emissioni percorre meno di 2km con 1 lt di gasolio e praticamente, a parità di distanza percorsa emette l’equivalente di circa 1000 city car euro 5! 

Sì, confermo, avete letto bene l’equivalenza, per difetto, è di 1000 vetture per ogni bus diesel euro 0/1!

E’ come se ogni giorno nelle nostre città circolassero da 5 a 8 milioni di auto euro 5 in piu’!

Al conto poi dovremmo aggiungere tutti i bus euro 0/1  che circolano per i collegamenti intercomunali, i mezzi per la raccolta rifiuti, i veicoli commerciali pure loro in deroga, ecc…

Sono numeri pazzeschi!

Quindi un invito, capisco che le casse dei comuni … la crisi… ecc.  ma intanto iniziare ad usare i proventi delle tasse proprio correlate all’ambiente per migliorarlo, non sarebbe male.

In the old bus station

In the old bus station © Elsie esq

Anche perchè, nell’attesa della definitiva rottamazione di tali mezzi, ci sono soluzioni a bassi costi ed a basso break-even kilometrico, che rendono l’operazione anche dal punto di vista economico fattibile, per trasformare questi bus in mezzi molto più ecologici.

C’è, tra questi, il veicolo Hybus sviluppato da Pininfarina, già realizzato e positivamente sperimentato. Prevede l’eliminazione del vecchio motopropulsore, la trazione viene affidata ad un sistema di 2 motori elettrici con riduttore e pacco batterie. L’energia per viaggiare viene fornita da un motore termico automobilistico, a cui è collegato un generatore che in parte ricarica le batterie ed in parte fornisce l’energia ai motori elettrici (sistema ibrido serie).

Progetto che ha vinto il Premio Innovazione 2011 di Legambiente.

La stampa specializzata ed alcuni responsabili della viabilità comunale che hanno provato il veicolo, ne hanno parlato in termini positivi, potete trovare le recensioni su internet.

Ma poi nulla è successo. Anzi no, qualcosa è successo, alcuni comuni, preoccupati per la nostra salute, hanno vietato l’impiego dei bus euro 0/1 o iniziato l’ibridizzazione degli stessi?  No, hanno vietato il passaggio nella ztl anche alle vetture euro 3… dei cittadini!

E come ha scritto un automobilista pochi giorni fa su un quotidiano: ” …Ma com’è che ho appena finito di pagare le rate della mia auto euro 3 e già non posso piu’ entrare in centro?”

E allora: “…Paga Pantalone!”   “E paga …Inquinatore incallito!”

Se questo post ti è piaciuto, condividilo sui tuoi Social Network





Post recenti

8 Commenti

  1. Caro Paolo,
    hai saputo, in poche righe, mettere sul piatto una delle verità scomode che nessuno mette mai in evidenza.
    Personalmente penso che le varie associazioni di ambientalisti siano come i sindacati….hanno fatto il loro tempo! (se non peggio)

    Tutto vero quello che dici tu, mettici anche tutti i veicoli delle forze dell’ordine e militari….l’altro giorno a piazza dei miracoli circolavano solo motorette elettriche e…una Punto D prima serie dell’istituto di Vigilanza privata. Oppure a Firenze chiusa in modo stabile al traffico, con un raduno, in pieno centro storico, di centinaia di vecchie MINI…

    Riconvertire un parco auto circolante costa, ma costa molto di più averne uno così vetusto, non solo in termini di inquinamento ma anche di costi sanitari, di gestione, di manutenzione straordinaria e chi più ne ha più ne metta.

    Pensa che a fronte di questa situazione al limite della legalità, se non oltre, si è fatto chiudere l’unico stabilimento di Bus in Italia per mancanza assoluta di commesse pubbliche….bastava una deroga, almeno per i bilanci non eccessivamente negativi!!!

    Invece qui si parla di vendere le auto elettriche…..per piacere!

  2. Giovanni Bravin says:

    Premesso che sono titolare di un permesso invalidi o handicappati, vorrei raccontare due esperienze ZTL effettuate nel 2012. Brescia, ZTL molto chiaramente indicata sia con segnaletica arizzontale e sia verticale. Vi accedo, non incontro alcun controllore, sbrigo una rapida commissione e ne esco dopo 20 minuti. Il negoziante bresciano mi disse che bastava che telefonassi a Bresciamobilità e tutto si risolveva.Così feci il giorno seguente, e Bresciamobilità, appurata la veridicità dei miei dati mi evitò ulteriori pratiche. Invece, a Milano prima la chiamavano zona Ecopass, ora Zona C, la segnaletica verticale è confusa, l’orizzontale assente. Ci recavamo a Milano, quindicinalmente per visite mediche, per QUATTRO volte. Mi mandarono TRE multe, ricevutole, telefonai e seppi che dovevo compilare una corposa modulistica, inviarla via fax e da quel momento sarei stato esentato. Infatti per la nostra quarta visita a Milano, non ci arrivò alcun verbale. Mentre per i primi tre, ho fatto ricirso al Prefetto di Milano e aspetto risposta. Non voglio fare discorsi politici, ma constato che due Sindaci diversi, in Lombardia e con il medesimo Codice della Strada, hanno modi diversi di comportarsi. Addirittura a Milano una ZTL la chiamano Zona C…. Sono alla ricerca sul CdS quale articolo descriva una Zona C!
    A meno che si chieda al Cittadino ed Elettore, di portarsi al seguito tutte le delibere Comunali per il tragitto che deve compiere…

  3. Alessandro Angelone says:

    Pietro Montagna Scrive:

    Caro Paolo,
    hai saputo, in poche righe, mettere sul piatto una delle verità scomode che nessuno mette mai in evidenza.
    Personalmente penso che le varie associazioni di ambientalisti siano come i sindacati….hanno fatto il loro tempo! (se non peggio)
    Tutto vero quello che dici tu, mettici anche tutti i veicoli delle forze dell’ordine e militari….l’altro giorno a piazza dei miracoli circolavano solo motorette elettriche e…una Punto D prima serie dell’istituto di Vigilanza privata. Oppure a Firenze chiusa in modo stabile al traffico, con un raduno, in pieno centro storico, di centinaia di vecchie MINI…
    Riconvertire un parco auto circolante costa, ma costa molto di più averne uno così vetusto, non solo in termini di inquinamento ma anche di costi sanitari, di gestione, di manutenzione straordinaria e chi più ne ha più ne metta.
    Pensa che a fronte di questa situazione al limite della legalità, se non oltre, si è fatto chiudere l’unico stabilimento di Bus in Italia per mancanza assoluta di commesse pubbliche….bastava una deroga, almeno per i bilanci non eccessivamente negativi!!!
    Invece qui si parla di vendere le auto elettriche…..per piacere!

    Grande verità….. il rinnovamento passa sempre nelle tasche dei cittadini, solo per un discorso di equità e per generare nuovo lavoro, basterebbe che le amministrazioni pubbliche, che tanto decantano il rispetto delle leggi e norme che devastano imprenditori e cittadini, mettessero in regola il 50% delle loro mancanze, contribuirebbero a risanare il Paese sotto tutti i punti di vista!!

  4. Paolo Federico Ferrero says:

    credo che ormai abbiamo tutti capito come l’interesse ‘particolare’ abbia sostituito quello generale in tutte le componenti della nostra vita sociale. la cosa poi che mi stupisce è perché nessuno, dico nessuno, sappia dare una visione veramente a breve e concreta, che sappia conciliare le tante cose da fare nel nostro paese coi tanti disoccupati, penso a tutte le iniziative possibili ad investimento minimo e basso break-even e non solo per l’automotive.
    ritornando al tema trascrivo una battuta trovata su un giornale: ‘hanno lanciato il solito appello, lasciate l’auto a casa e usate l’autobus. Io lo farei, ma poi dove lo parcheggio il bus????’
    grazie dei commenti e buon wend

  5. Cristiano Paggiarin says:

    Sicuramente un argomento molto interessante.
    Per onestà devo però aggiungere che in alcune città, come Torino dove vivo e lavoro, pur essendo vero che i “mezzi” pubblici sono di categoria Euro 0 e anche altrettanto vero che sono alimentati o con Metano o con (in bassissima percentuale) Gasolio “bianco”. Pertanto le emissioni nocive sono notevolmente “abbattute” rispetto al mototre in configurazione originale.
    Concordo però sul fatto che non in tutti i comuni tale “modifica” è attuata e che, ad ogni modo, il parco circolante dei mezzi pubblici dovrebbe essere aggiornato.

  6. Giovanni Bravin says:

    @ Cristiano Paggiarin:
    Condivido il Suo post! Inoltre, a Milano l’Azienda Municipale, preferisce passare lentamente a bus, non metanizzati, sostituendo linee tramviarie o filobus. Così, rimangono rotaie non più in uso, inglobate in pavimentazione a pavé. Questa pavimentazione, è molto costosa nella sua rimozione e ricollocazione, perché richiederebbe la riprogettazione del manto stradale dovuto agli spazi vuoti lasciati dalle rotaie tolte, oppure nei tragitti dove i trams effettuavano una curva, magari su incroci stradali. Dove si può, si copre il tutto con una colata d’asfalto, altrove si lasciano le rotaie inutili, e con assoluto disprezzo verso ciclisti o motociclisti.

  7. Paolo Federico Ferrero says:

    @ Cristiano, anch’io abito a torino ed è vero che molti dei bus che girano in centro sono alimentati a metano, però nella flotta di GTT ci sono ancora circolanti ca 500 bus euro 0/1, che appunto equivalgono a ca 500.000 city car euro 5! speriamo che li sostituiscano in fretta.

    @ Giovanni, sempre da torinese ti assicuro, purtroppo, che la stessa cosa succede qui, ne ho proprio un esempio dietro casa mia, dove non hanno nemmeno coperto con l’asfalto!

  8. maurizio sala says:

    @ Paolo, interessante.

    A rinforzo della tua tesi, pensa che dati UNRAE-ACI dimostrano che un solo camion (1) Euro 6 inquina come ottanta (80) camion Euro 0!

    E di queste “ciminiere ambulanti” sulle nostre strade ne circolano centinaia di migliaia (in Italia vi è il parco circolante più obsoleto ed inquinante d’Europa): trattrici Euro 0 antecedenti al 1980, senza frecce, con freni a tamburo, senza ABS e con pneumatici cinesi ricostruiti di terza scelta.

    Eppure il comparto è tecnologicamente molto avanzato, ben più dell’automobile.

    Non c’è solo l’elettrico e gli Hybus di Pininfarina: ci sono i rivoluzionari motori ad impatto zero a volano (già adottati in Olanda su alcuni mezzi pubblici), motori ibridi a metano che manderanno in pensione i seppur modernissimi Euro 6.

    Forse manca la volontà di chi dovrebbe intervenire e non lo fa.

    Volete saperne di più del settore? http://www.automotivespace.it/mercedes/di-cosa-parlano-i-camionisti/

Lascia un Commento

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.