Resilienza dei Dealer e… ritorno alle Commissionarie
Barack Obama ha annunciato che occupazione ed economia in America – dopo anni di recessione - stanno tornando ai valori del 1990.
Non voglio credere che gli anni ’90 siano il “nuovo modello” a cui aspiriamo dopo i sacrifici della crisi: guardiamo indietro per… andare avanti?
Eppure anche nell’automotive più di un operatore sostiene che dal passato potremmo riesumare alcune esperienze, come – ad esempio – le commissionarie: un sistema che negli anni ’60 funzionava, anche se numeri e dinamiche del mercato (e delle fabbriche) erano ben altri!
Nelle scorse settimane - elaborando dati Cribis.com - Quattroruote Professional ha presentato ad un ristretto numero di qualificati dealer – rappresentanti il 25% del mercato Italia – gli indicatori di sostenibilità delle concessionarie.
I bilanci di 400 dealer – un campione significativo per quantità, dimensioni ed ubicazione – sono stati commentati da Adriano Gios.
E’ emersa una realtà preoccupante: non tanto per gli utili - ormai scomparsi – quanto per il crollo del fatturato, per la redditività nulla sulle vendite (ROS), e per l’indebitamento cresciuto oltre il patrimonio netto.
Con un cash flow negativo (mediamente più di 910.000 euro), ogni dealer si è ulteriormente indebitato - rispetto all’anno predecente - per un altro Milione di euro!
In Italia l’indebitamento medio per dealer è di 5.115.963 euro (dato dei 400 concessionari analizzati).
Quindi, soltanto con coloro che rappresentano ufficialmente un marchio – escludendo le Filiali dei costruttori, le NSC e migliaia di rivenditori indipendenti – il sistema bancario italiano impegna, in un settore considerato ad altissimo rischio, risorse per decine di Miliardi, tenendo in vita un comparto che perde svariate centinaia di Milioni.
C’è chi dice che per fortuna… nessuno vuole o ha il coraggio di analizzare la natura delle insussistenze patrimoniali, il reale valore delle giacenze di usato e ricambi o in cosa consistano le immobilizzazioni immateriali.
Ma quando il mercato auto italiano riprenderà – non prima del 2015 stimano gli economisti - chi concederà altro credito ad aziende che perdono denaro da anni?
Chi opera nell’automotive ben sa che il settore ha dinamiche differenti dagli altri comparti dell’economia.
Qual è infatti l’Imprenditore che a fronte di un fatturato multimilionario accetterebbe un indebitamento spaventoso per un EBIT pressoché nullo?
Abercrombie & Fitch o la più prestigiosa showroom Tod’s di Milano hanno in stock felpe, mocassini ed accessori “à la page” per qualche decina di migliaia di euro, con un ricarico a tre cifre.
Il più piccolo dealer italiano che fattura 15 Milioni ha in casa – per obbligo contrattuale - auto nuove per due o tre mesi di vendite; totale: un paio di Milioni! Più ricambi, democar, vetture usate.
Ed ha un EBIT dello 0,49%… che gli economisti ritengono essere il vero “giro di affari” delle concessionarie.
Al termine di questa presentazione, alcuni dei presenti si sono giustificati sostenendo che questa drammatica situazione dipende dal fatto che i concessionari hanno poca autonomia: prodotti, sconti, pubblicità e rimanenze sono imposti dai costruttori.
Certamente le case hanno le loro colpe: è eclatante l’offensiva degli standard che alcuni costruttori stanno ancora mettendo in atto nel 2013, obbligando i dealer a ristrutturazioni, immobilizzazioni, ed immatricolazioni dell’ultima ora.
Ma se qualche costruttore ha esagerato, i dealer non debbono nascondersi dietro un dito!
E’ inconcepibile sapere che esistono imprenditori che ‘fanno finta’ di non conoscere l’obsolescenza dei magazzini, che ‘collezionano’ - a valore di carico - veicoli usati ed auto a kilometri zero da anni, che nulla fanno per coltivare la Customer Care o per ricontattare un Cliente dopo il preventivo, oppure che non sembrano interessati al futuro che corre in Internet…
Conosco decine di grandi Imprenditori, dozzine di concessionari capaci ed ultra-professionali, ma i dati presentati, analisi dei processi ed azioni di mystery shopping dimostrano come questo non sia diffuso.
Un esempio?
Confrontandomi con i manager di Quattroruote Infocar Web che visitano dozzine di concessionarie ogni mese, ho avuto la conferma che coloro che nel 2013 fanno ancora i preventivi “a mano su un pezzo di carta” o che monitorano le rimanenze di usato… “ad occhio” sono ancora molti!
Anche se esistono da decenni sistemi per gestire efficacemente preventivi, Leads ed usato!
Più di uno dei concessionari presenti – anzichè proporre nuovi modelli di business, anzichè controllare quello che avviene nella showroom, anziché misurarsi costruttivamente con il Web - per affrontare il futuro ha auspicato… il ritorno alle commissionarie.
Però, però, però!
Di certo le banche sarebbero contente: negli anni ’60 auto nuove e ricambi non erano allocati d’ufficio dal costruttore con obbligo di acquisto, bensì ceduti in conto vendita o in conto esposizione!
Al Motorshow, nel corso dell’assise Federauto, Italia Bilanci ha presentato un’anticipazione del nuovo ed atteso ‘Automotive Dealer Report 2012′: il 67% dei concessionari Italiani sta perdendo denaro.
Parola d’ordine? Resilienza!
Eppure sempre più spesso si sente parlare del ritorno alle… commissionarie.











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