Solo un Miliardo dei nostri euro per l’elettrico di Renault

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Takin’ it to the BANK$Y © guano

 

Dopo il post sugli aiuti a PSA da parte di Hollande, è partita con fortunosa coincidenza la Procedura di accertamento di infrazione da parte della Comunità Europea; come era prevedibile la politica l’ha fatta da padrone e la Francia ha dimostrato il suo concetto di europeismo.

Non pensiate, però, che sia un caso isolato anzi c’è, a mio avviso, un vero e proprio coordinamento tra i singoli player d’oltralpe per uscire dalla crisi con i minori danni possibili rispetto… alle altre Nazioni.

Rimanendo in ambito automotive, vediamo cosa succede in casa Renault!

Alcuni giorni fa è uscita la nota congiunta Renault-Nissan in occasione della 100.000 auto elettrica venduta al mondo.
La dichiarazione di Ghons: “È cominciata l’era dell’auto elettrica di massa” mi ha fatto…sorridere!

Nonostante l’evidente infondatezza della cosa, nessun media, in una sorta di psicosi collettiva di copia/incolla generale, sia in Europa che negli USA, si è fatto mancare sulle proprie pagine il pezzo osannante: potenza dei budget pubblicitari!?

Nessuno che abbia approfondito, che sia andato al di là della “velina”!!
E allora?  Mi sono divertito a farlo personalmente!

Partiamo dai numeri: 100.000 pezzi  elettrici… ok, ma in quanti anni?
3 anni a Dicembre 2010!

Che peso hanno sulle vendite globali?
Considerando SOLO USA ed EU, stiamo parlando di complessive 72MLN di auto immatricolate; vale a dire, nella più ottimistica delle situazioni, e senza considerare i volumi dell’Asia, dello 0,14%!!!

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Geneva 2012 – Renault Twizy © TheChargingPoint.com

 

Per mia convinzione personale considero Ghons uno dei più brillanti manager al mondo e ammiro molto questa sua “deriva elettrica” e la capacità di sfruttare al meglio il fatto di avere una Nazione forte e coesa alle spalle.

Resto, però, profondamente sorpreso ed allibito quando sento affermazioni etico-ecologiche che cozzano poi con tutta la produzione di vetture che non sono tanto “ecologiche”;  anche perché la sua considerevole retribuzione non viene pagata certamente per questo!

Soprattutto certe lodevoli dichiarazioni “morali” di esponenti italiani di Renault cozzano con la contemporanea realtà di scelte che, invece, di morale non hanno molto; chiudere la Filiale di Firenze, con più di 50 dipendenti, ha molto poco di etico soprattutto se fatto nel modo in cui è stato fatto.
L’etica, nelle aziende, non va a comando o c’è, e pervade tutto il proprio agire, o non c’è ed è solo ipocrisia.

Mi rendo ben conto che, in casa Renault, non possono dire che l’elettricità non viene sempre ed unicamente prodotta da fonti rinnovabili e che bisogna aiutare la Francia a riconvertire le 40 centrali nucleari; che ne disegnano uno scenario politico energetico, per la Francia, di tutto rispetto,  rendendoci ancora più vincolati alle capacità energetiche d’oltralpe.
Nemmeno possono dire palesemente che l’obiettivo finale è ristrutturare tutta la capacità produttiva del loro apparato automotive…salvando capre e cavoli, infischiandosene dell’Europa!

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Power Plant © Franco Folini,

Non possono nemmeno rendere noto che in alcune nazioni, come l’Italia, ma non solo, ricaricare l’auto elettrica è caro e il punto di pareggio lo raggiungi solo dopo molti anni; e a volte potresti non raggiungerlo mai!

Però, permettetemi di esternare tutto il mio disappunto quando un personaggio di tale livello ha il coraggio di dichiarare ufficialmente: “Prevediamo un costante aumento della domanda, in parallelo allo sviluppo delle infrastrutture di ricarica, e riconfermiamo il nostro impegno a lungo termine in favore della tecnologia a zero emissioni.” 

Sarebbe stato più corretto, e credibile, se avesse aggiunto che ha appena ricevuto 400MLN di euro dalla BEI (Banca Europea per gli Investimenti; istituzione finanziaria dell’Unione europea creata nel 1957, con il Trattato di Roma, per il finanziamento degli investimenti atti a sostenere gli obiettivi politici dell’Unione. Ne sono membri gli Stati dell’Unione europea; l’Italia partecipa per il 16%.) per sviluppare, con Smart, la nuova Twingo e che il finanziamento, a tassi vicini all’1%, gli è stato dato perché ne è stata prevista una versione elettrica.

Somma di denaro che si va ad aggiungere ai 600MLN di euro ricevuti dal 2009 e che ha concesso al Gruppo di avere una leadership in una quota di mercato europeo  che rappresenta lo 0,17% delle vendite (dati 2012). Vendite europee che, se considerate solo a privati, scenderebbero ad uno 0,04/0,05%!
Ma di cosa parliamo???

Pensate un 1 MLD per poche centinaia di auto, ma per molte… consulenze, convegni, pubblicità, eventi, lobbying, ristrutturazioni, reingegnerizzazione di strutture produttive, ricollocazioni e formazioni delle maestranze…

E l’Italia?
Beh oltre a dare addosso a Marchionne perchè non investe nell’elettrico (Clini), individuando in ciò la ragione della crisi automobilistica in Italia, il bravo on. Tajani, VP della CE, contemporaneamente al via libera per gli aiuti statali a PSA, incentrava i suoi sforzi per agevolare ed aiutare le PMI ad avere i finanziamenti della BEI.

Ma qualcuno glielo ha detto che la PMI italiana è una delle rovine di questa nazione? E che più che finanziarla bisognerebbe reinventarla su modelli di legalità e managerialità?

Mentre Nazioni come la Francia aiutano l’industria più labor intensive che hanno, noi proviamo a incentivare quella PMI che è statisticamente provata, insieme al mondo delle P.IVA, salvando qualche rara eccezione, come uno dei maggiori mali di questa nazione…

…e continuiamo ancora a farci del male, ma fino a quando?

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5 Commenti

  1. Il “guaio” di quando scrivi una cosa con dati e fatti inoppugnabili, e per di più completa ed articolata, è che nessuno può più avere spazi per contestarla. Mi scuso con i lettori elettrici, ma non mi andava di aprire sterili dibattiti….fa caldo. ;)

  2. Raffaele Caracciolo says:

    bell’esempio di ciò che manca alla filiera dell’auto e al sistema Italia; Cartesio non ha seguaci qui, e la capacità di inquadrare un problema in chiave di sistema è vista come un intervento di sognatori che parlano di un’altro mondo, e così ci si fa del male davvero.
    In tempi difficili, si può scegliere una strada tra tre possibili:
    1) galleggiare, in attesa di tempi migliori: a parte ogni battuta sulla massa organica che galleggia,significa scaricare sulle parti più deboli le conseguenze dei tempi agiati.
    2)mantenersi : è già difficile, perché mantenere un determinato livello di attivitàin uno scenario in calo, significa fare molto meglio di altri, che perderanno più della media del tasso di calo.
    3)attaccare, per cambiare le condizioni: affascinante e stimolante ma per crearsi il futuro, e non solo prevederlo seguendo al corrente, ci vogliono gli attributi, merce di cui nostro Signore è stato particolarmente parco, specialmente nel nostro Bel paese, forse a compensazione delle tante bellezze donate generosamente.

  3. Bruno dePrato says:

    Articolo di notevole spessore, largamente condivisibile nelle sue valutazioni. L’auto elettrica come la stamo conoscendo e` assolutamente inconsistente, se non in forma di minicar urbana di basso costo, quindi con potenza installata non superiore ai 4 kW di legge e quindi con velocita` limitata a 40kmh e conseguentemente alimentabile con batterie da 12-14 kW/h che, a fronte di tali prestazioni e con pesi non superiori a 600kg, sono in grado di garantire tutta l’autonomia che serve. A suo tempo ne parlai ad un convegno dei produttori italiani di minicar, illustrando a grandi line un progetto che avrebbe potuto rendere relativamente indolore il passaggio dalla loro attuale tecnologia, basata su monocilindrici diesel molto rustici, a una tecnologia elettrica adeguatamente aggiornata. Dopo l’entusiasmo iniziale, la cosa e` morta, e in questo le considerazioni espresse sui limiti della nostra PMI sono correttamente mirate. Tornando alla propulsione elettrica in automotive, non esiste altra via che quella delle pile a combustibile, ma tenendo ben presente che l’idrogeno che le alimenta deve costare “1 cent al gallone” meno della benzina, altrimenti la gente continuera` ad andare a benzina, a parte qualche snob radical shick. E l’unico metodo (gia` sperimentato e debitamente brevettato da fior di centri ricerca) per ottenere idrogeno a bassimo costo ed in quantitative tali da poter sostituire gli idrocarburi si basa sul nucleare, che noi abbiamo debitamente buttato a mare sull’onda emotiva suscitata dalle infiammate dissertazioni in materia di noti fisici e ingg. nucleari come Pecoraro Scanio, Bonelli e dell’astro nascente Beppe Grillo, tutta gente che non sa neppure che cosa sia e come sia strutturato l’atomo. Ma mi faccia il piacere!

  4. @ Raffaele Caracciolo:
    20 anni di monopolio dell’informazione con Nani e Ballerine in giro, questo è il risultato di aver dato spazio, per Democrazia, a tutto quello che ci veniva propinato per “nuovo che avanza”…e lo dice un “giovane”!

    @ Bruno dePrato:
    Saltiamo la parte di complimenti…non mi sembra il caso…anche se sarei ipocrita a non dire che fanno comunque sempre piacere!

    E’ proprio questo il punto che metto in discussione, l’accesa campagna che il futuro è già qua e che chi non acquista elettrico è un rottame da riciclare. Oggi l’elettrico ha un suo mercato, ma è una nicchia infinitesima che non giustifica affatto, per sè stesso, questo investimento di MLD di euro. Pensa a quello che è successo in Cina con BYD e in USA con A123 e FISKER o anche in Israele. Parliamo in tutto di circa 8MLD di $ andati nel…vabbè ci siamo capiti.

    La cosa sconcertante è poi quest’aria di superiorità di essere paladini di un mondo migliore quando la Francia ha qualcosa come 44 centrali di vecchia generazione con interi distretti ad alta contaminazione…

    Per quanto riguarda le persone che citi, sono troppo poco….d’altronde, e sono i primi che mi vengono in mente, se un pediatra ha fatto il Capo della Protezione Civile e l’attuale Ministro della Sanità ha un Liceo Classico…
    Non vedo dov’è il problema!!!

    Per Grillo… basta andare su youtube quando negli spettacoli si faceva l’areosol con le auto ad idrogeno che già circolavano in Svizzera, oppure di usare l’Olio di Colza al posto del Diesel o anche la modifica al servofreno….che questa Nazione sia allo sbando ben oltre il punto di non ritorno ed oggetto di acquisto da tutto il mondo, non lo sopporto che mi venga detto e dato soluzione da due comici come Benigni e Grillo (giusto per Par Condicio)…i clown devono andare al circo!

  5. Il MLD di € della BEI all’1% ha prodotto un altro successo:

    “Chiusa la linea di assemblaggio dedicata all’elettrica Fluence presso il suo stabilimento turco di Bursa.
    L’obiettivo iniziale era distribuire 100 mila esemplari della zero emissioni entro il 2016, ma a tutto maggio del 2013 le vendite sono state di 2.500 unità”

    Ora chiederei a tutti quelli che si erano fatti paladini dell’elettrico di almeno avere il coraggio di dire che hanno sbagliato…..sarebeb il minimo.
    Suppongo, invece, che saranno in prima fila per nuove avventure.!

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