28 gennaio 2013

Intervista a Jacques Bousquet Presidente di Renault Italia – 2^ Parte

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la prima parte!

Che pensa in merito alle vetture elettriche, del Libro Bianco 2011 della CE e degli studi USA, della Exxon e della stessa Toyota che parlano di un mercato significativo solo dopo il 2020?
Non crede che questa fuga in avanti di Renault possa essere controproducente? E se no, perchè?

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Non lo penso, perché, un mercato significativo di veicoli elettrici lo si costruisce con un percorso molto articolato di informazione al pubblico, di sensibilizzazione delle istituzioni, di collaborazione con le società energetiche per l’installazione sempre più capillare di un’infrastruttura di ricarica pubblica e privata, di realizzazione di progetti che si avvalgano di veicoli elettrici nei più diversi campi di utilizzo e di mobilità, dimostrando nei fatti la loro funzionalità. Un percorso che richiede tempo, richiede anni e richiede un approccio di sistema e non puramente commerciale, come quello adottato fino a questo momento dalle case automobilistiche nella vendita di modelli più “tradizionali”.
Il programma Z.E. per Renault sarebbe controproducente se il nostro gruppo non fosse pro-attivo al tempo stesso sul fronte della gamma termica: non è il nostro caso.

Cosa inibisce le case costruttrici a puntare su GPL e metano in maniera maggiore (anche senza incentivi) visto che si tratta di tecnologia acquisita, disponibile senza investimenti importanti a breve?
Il segmento GPL/metano è una realtà quasi esclusivamente italiana, un segmento comunque nel quale sono presenti molti costruttori e che va abbastanza “di moda” in questo momento. Per tornare ad una delle domande precedenti, ci si potrebbe chiedere come mai la quota di mercato del GPL/metano sia solo del 13% nel 2012.
La realtà è che nel mercato attuale coesistono diverse alimentazioni, che presentano tutte vantaggi e svantaggi per ogni consumatore, e questo sarà così anche nei prossimi anni, e forse per sempre, sebbene con mix che nel tempo cambieranno: benzina, diesel, elettrico, biocarburanti, gpl, metano, ibrido. Ciascuna soluzione può essere quella più giusta e più idonea in base alle esigenze di mobilità di ciascun automobilista, tutte diverse l’una dall’altra. E allora è un bene che esista un mercato, capace di rispondere in modo puntuale a ciascuna esigenza. Poi, è evidente, che ciascuna casa automobilistica, scelga, in base alle proprie strategie di differenziazione e alla propria visione del futuro della mobilità, su quali soluzioni puntare in modo più forte. La scelta di Renault oggi è, come spiegavo prima, quella di un forte impegno di ricerca da un lato sul downsizing e sull’efficienza energetica dei motori termici (basti pensare ai propulsori di Nuova Clio con emissioni di CO2 record, a partire da 83 g di CO2/km un livello generalmente raggiunto da veicoli ibridi, ma proponiamo su modelli Renault e Dacia anche il GPL) e dall’altro sui veicoli 100% elettrici, quale vera soluzione di svolta a favore dell’ambiente.

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Renault ha in listino vetture termiche e vetture elettriche al 100%. Ritiene facile per i venditori di salone avere queste due diverse alternative l’una di fianco all’altra? Le risulta che molti concessionari disincentivano l’acquisto di queste vetture?
L’arrivo della gamma elettrica Renault Z.E. non crea più complicazioni dell’arrivo del diesel e dell’elettronica decenni fa.
Renault ha organizzato l’intera propria Rete di Concessionarie (per un totale di quasi 150 siti in Italia) per la vendita e l’assistenza dei veicoli elettrici e di tutti i servizi utili per il cliente. È la formula del “One stop shopping”. Il cliente entra in concessionaria e può accedere agevolmente ad ogni servizio: acquisto/leasing/noleggio/finanziamento del veicolo, noleggio della batteria, servizi (connettività, assicurazione, estensione di garanzia,…), ed anche soluzioni per la ricarica domestica e pubblica, grazie alle nostre partnership con Enel e con Schneider Electric.
Questo sta aiutando le nostre concessionarie a crescere nelle competenze, nel servizio, nell’offerta al cliente, senza che questo abbia ripercussioni sulle vendite dei veicoli termici. Ancora una volta, ci tengo a sottolineare che è il cliente che sceglie ciò che è meglio per lui, ma potergli prospettare un’ampia gamma di soluzioni, dalle più tradizionali e “rassicuranti” alle più innovative e tecnologiche, non può che essere un vantaggio competitivo per la nostra Rete di concessionarie.
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Tutte le innovazioni non hanno mai avuto bisogno di incentivi per affermarsi.
Molti, nel campo delle energie alternative, invece, invocano come unica ragione del mancato sviluppo l’assenza di incentivi strutturali sull’elettrico. Lei è d’accordo con questa necessità di spinta per un’innovazione? Non le sembra una contraddizione in un momento di austerity e di downsizing?
Sono d’accordo sul fatto che di per sé gli incentivi “vizino” il mercato e non possano costituire il fondamento di un business model. L’impegno di Renault, infatti, sin dalle fasi iniziali di progettazione della gamma elettrica, è stato rivolto a mettere in piedi un sistema che per la prima volta ne consentisse una diffusione su larga scala, grazie a prezzi accessibili e ad inedite forme di noleggio della batteria. Ed oggi abbiamo sul mercato i veicoli elettrici con i prezzi in assoluto più competitivi. È vero, però, che nei confronti di una soluzione tecnologica fortemente innovativa, come quella dei veicoli elettrici, alcune forme d’incentivazione potrebbero essere uno stimolo in più per il cliente all’adozione di una soluzione di mobilità nuova, alternativa e responsabile.
In sintesi, gli incentivi non servono a creare un segmento di mercato, ma piuttosto ad accelerarne la velocità di crescita.

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 Intervista a Jacques Bousquet Presidente di Renault Italia   2^ Parte




Questo articolo è stato pubblicato da Pietro Montagna il lunedì, gennaio 28, 2013 alle 7:10 AM ed appartiene alla categoria Auto, Dacia, Ecologia e Ambiente, Europa, Le Interviste, Mercato, Renault. Puoi seguire i commenti a questo articolo attraverso i feed RSS 2.0. Lascia un commento!

 

Attualmente sono stati lasciati 6 commenti a “Intervista a Jacques Bousquet Presidente di Renault Italia – 2^ Parte”

  1. 1 diego saccoman ha detto:
    28 gennaio, 2013

    Come chiedere al re se la monarchia e’ una cosa buona.
    Come’e’ l’elettrico : buono!
    E va bene, potrebbe essere la visione giusta. Ma la discriminante rimane sempre l’intervento statale, che sia nelle infrastrutture, che sia nei contributi.
    Ed io continuo a pensare che una tecnologia sia buona se cammina con le sue gambe ed e’ fruibile da tutti, senza se e senza ma.
    Che si possano produrre veicoli elettrici e’ indubbio, ma lo scoglio dell’accumulo ancora non e’ stato superato, questo malgrado le illusorie promesse dell’ultimo decennio sull’aumento dalle prestazioni delle batterie.Poi chissa’, magari arrivera’ una tecnologia che rendera’ fruibile il veicolo elettrico e lo fara’ diventare automobile.
    .ds.

  2. 2 Paolo ha detto:
    28 gennaio, 2013

    Se mi posso permettere il mio giudizio è duplice!
    Leggendo quasi tutte le interviste, devo riconoscere che solo 2, forse 3, sono di vero spessore. Le altre, non me ne voglia l’Editore, sono comunicati stampa (in parte o in toto) che si possono trovare dappertutto. Per questo motivo sono d’accordo con l’introduzione fatta ed effettivamente il dott. Bousquet vola alto e si differenzia un pò da tutti.

    A questo giudizio estremamente positivo per la forma e l’articolazione del pensiero fa da contraltare quello che diceva l’amico, se mi posso permettere, Diego.

    Il discorso che fa il Presidente di Renault ed UNRAE è alto, quasi da politico con una visione e non da influente dirigente che deve fare i conti giornalieri…augurandogli di scalare le vette di qualsiasi organizzazione, mi chiedo…ma Renault (o dovrei dire gli interessi della Lobby francese sul nucleare), non è che in questa visione possa fare un passo avanti?

    Vale a dire se è così certa di tutto ciò che è stato detto, perchè non fa un passettino in più e renda la tecnologia disponibile per tutti? Non sarebbe un vantaggio competitivo di grosso spessore di fronte ai concorrenti che non stanno investendo come loro?

    Ecco io questo mi chiedo, se è vero tutto ciò che si dice, perchè si aspetta l’incentivo statale, l’acquisto del privato e dell’AP?…tagliate le risorse di Marketing ATL, spostarele sulla BTL, soprattutto sul WE (che hanno un impatto sul bilancio di 1 a 10) e quesi soldi là li riversate con contributi a tempo….sono certo che se girassero più dello 0,04% di auto in Italia, il passaparola sarebbe più efficace….oh no?

  3. 3 maurizio sala ha detto:
    28 gennaio, 2013

    Bravo Pietro, interessante il Bousquet-pensiero!

    Come non sono da sottovalutare i cinici richiami di Diego alla tecnologia “senza se e senza ma” (leggi accumulo) e quello di Paolo alle “lobby d’oltralpe sul nucleare” (civile e militare)… che danno da pensare!

    Per conto mio continuo a ribadire che in Italia stante l’attuale “mono-offerta” di corrente elettrica per l’alimentazione delle EVs, qualche contraccolpo sul mercato ci sarà ancora.

    http://www.automotivespace.it/fiat/bugie-e-soldi-pubblici-per-lauto-elettrica/

    Per il resto… se è vero che – come dicono dati del Ministero e dell’autorità per l’energia – ad oggi circolano complessivamente in Italia solo 1.518 vetture elettriche, 680.994 vetture a metano e 1.776.255 vetture a GPL su un totale di oltre 34 milioni di veicoli… mi chiedo e Vi chiedo: di-cosa-stiamo-parlando?

  4. 4 Johann Wohlfarter ha detto:
    1 febbraio, 2013

    maurizio sala Scrive:

    Bravo Pietro, interessante il Bousquet-pensiero!
    Come non sono da sottovalutare i cinici richiami di Diego alla tecnologia “senza se e senza ma” (leggi accumulo) e quello di Paolo alle “lobby d’oltralpe sul nucleare” (civile e militare)… che danno da pensare!
    Per conto mio continuo a ribadire che in Italia stante l’attuale “mono-offerta” di corrente elettrica per l’alimentazione delle EVs, qualche contraccolpo sul mercato ci sarà ancora.
    http://www.automotivespace.it/fiat/bugie-e-soldi-pubblici-per-lauto-elettrica/
    Per il resto… se è vero che – come dicono dati del Ministero e dell’autorità per l’energia – ad oggi circolano complessivamente in Italia solo 1.518 vetture elettriche, 680.994 vetture a metano e 1.776.255 vetture a GPL su un totale di oltre 34 milioni di veicoli… mi chiedo e Vi chiedo: di-cosa-stiamo-parlando?

  5. 5 Johann Wohlfarter ha detto:
    1 febbraio, 2013

    Caro Maurizio il passaggio dalla carrozza trainata dal cavallo a quella sospinta da un motore termico è durato il suo tempo, e sicuramente agli inizi le carrozze a motore termico erano sicuramente solo per pochi eletti.
    Lasciamo il tempo all’evoluzione e vedrai che la vettura elettrica farà la sua strada. Prova l’ultimo modello Tesla e immagina la sua evoluzione tra un paio di anni….

  6. 6 maurizio sala ha detto:
    1 febbraio, 2013

    @ Johann, che piacere leggerLa!

    Grazie del contatto e del contro-commento.

    Durante la tappa italiana della maratona “Tallin-Montecarlo” dedicata alle vetture elettriche, ho avuto il privilegio di poter provare su strada una dozzina di queste formidabili vetture ed ho potuto condividere l’attuale realtà ed i progetti futuri del settore con Alessandro De Guglielmo (di Protoscar), Roberto Toro (di Tesla), Konrad Makomaski, Teet Randma ed altri importantissimi imprenditori “elettrici”.

    Lei ha ragione, l’evoluzione è lenta ma inesorabile ed inarrestabile.

    Con una piccola differenza: i pionieri che hanno costruito le prime carrozze con un motore a combustione interna non potevano contare su contributi miliardari di Lobby, Governi e fondi di investimento, nè sull’incondizionato appoggio dei media.

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