Intervista a Jacques Bousquet Presidente di Renault Italia – 2^ Parte
Che pensa in merito alle vetture elettriche, del Libro Bianco 2011 della CE e degli studi USA, della Exxon e della stessa Toyota che parlano di un mercato significativo solo dopo il 2020?
Non crede che questa fuga in avanti di Renault possa essere controproducente? E se no, perchè?
Il programma Z.E. per Renault sarebbe controproducente se il nostro gruppo non fosse pro-attivo al tempo stesso sul fronte della gamma termica: non è il nostro caso.
Cosa inibisce le case costruttrici a puntare su GPL e metano in maniera maggiore (anche senza incentivi) visto che si tratta di tecnologia acquisita, disponibile senza investimenti importanti a breve?
Il segmento GPL/metano è una realtà quasi esclusivamente italiana, un segmento comunque nel quale sono presenti molti costruttori e che va abbastanza “di moda” in questo momento. Per tornare ad una delle domande precedenti, ci si potrebbe chiedere come mai la quota di mercato del GPL/metano sia solo del 13% nel 2012.
La realtà è che nel mercato attuale coesistono diverse alimentazioni, che presentano tutte vantaggi e svantaggi per ogni consumatore, e questo sarà così anche nei prossimi anni, e forse per sempre, sebbene con mix che nel tempo cambieranno: benzina, diesel, elettrico, biocarburanti, gpl, metano, ibrido. Ciascuna soluzione può essere quella più giusta e più idonea in base alle esigenze di mobilità di ciascun automobilista, tutte diverse l’una dall’altra. E allora è un bene che esista un mercato, capace di rispondere in modo puntuale a ciascuna esigenza. Poi, è evidente, che ciascuna casa automobilistica, scelga, in base alle proprie strategie di differenziazione e alla propria visione del futuro della mobilità, su quali soluzioni puntare in modo più forte. La scelta di Renault oggi è, come spiegavo prima, quella di un forte impegno di ricerca da un lato sul downsizing e sull’efficienza energetica dei motori termici (basti pensare ai propulsori di Nuova Clio con emissioni di CO2 record, a partire da 83 g di CO2/km un livello generalmente raggiunto da veicoli ibridi, ma proponiamo su modelli Renault e Dacia anche il GPL) e dall’altro sui veicoli 100% elettrici, quale vera soluzione di svolta a favore dell’ambiente.
Renault ha in listino vetture termiche e vetture elettriche al 100%. Ritiene facile per i venditori di salone avere queste due diverse alternative l’una di fianco all’altra? Le risulta che molti concessionari disincentivano l’acquisto di queste vetture?
L’arrivo della gamma elettrica Renault Z.E. non crea più complicazioni dell’arrivo del diesel e dell’elettronica decenni fa.
Renault ha organizzato l’intera propria Rete di Concessionarie (per un totale di quasi 150 siti in Italia) per la vendita e l’assistenza dei veicoli elettrici e di tutti i servizi utili per il cliente. È la formula del “One stop shopping”. Il cliente entra in concessionaria e può accedere agevolmente ad ogni servizio: acquisto/leasing/noleggio/finanziamento del veicolo, noleggio della batteria, servizi (connettività, assicurazione, estensione di garanzia,…), ed anche soluzioni per la ricarica domestica e pubblica, grazie alle nostre partnership con Enel e con Schneider Electric.
Questo sta aiutando le nostre concessionarie a crescere nelle competenze, nel servizio, nell’offerta al cliente, senza che questo abbia ripercussioni sulle vendite dei veicoli termici. Ancora una volta, ci tengo a sottolineare che è il cliente che sceglie ciò che è meglio per lui, ma potergli prospettare un’ampia gamma di soluzioni, dalle più tradizionali e “rassicuranti” alle più innovative e tecnologiche, non può che essere un vantaggio competitivo per la nostra Rete di concessionarie.

Tutte le innovazioni non hanno mai avuto bisogno di incentivi per affermarsi.
Molti, nel campo delle energie alternative, invece, invocano come unica ragione del mancato sviluppo l’assenza di incentivi strutturali sull’elettrico. Lei è d’accordo con questa necessità di spinta per un’innovazione? Non le sembra una contraddizione in un momento di austerity e di downsizing?
Sono d’accordo sul fatto che di per sé gli incentivi “vizino” il mercato e non possano costituire il fondamento di un business model. L’impegno di Renault, infatti, sin dalle fasi iniziali di progettazione della gamma elettrica, è stato rivolto a mettere in piedi un sistema che per la prima volta ne consentisse una diffusione su larga scala, grazie a prezzi accessibili e ad inedite forme di noleggio della batteria. Ed oggi abbiamo sul mercato i veicoli elettrici con i prezzi in assoluto più competitivi. È vero, però, che nei confronti di una soluzione tecnologica fortemente innovativa, come quella dei veicoli elettrici, alcune forme d’incentivazione potrebbero essere uno stimolo in più per il cliente all’adozione di una soluzione di mobilità nuova, alternativa e responsabile.
In sintesi, gli incentivi non servono a creare un segmento di mercato, ma piuttosto ad accelerarne la velocità di crescita.








28 gennaio, 2013
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