11 gennaio 2012

Sistema dealer obsolescente e nuova Federauto

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Le prime parole di Federauto nel Gennaio del 2012 sono un lamentoso comunicato stampa con cui si adducono al nuovo Governo, alle nuove accise o al rincaro dei pedaggi autostradali il crollo delle vendite di auto e veicoli commerciali nel nostro Paese.

Perbacco: pensavo che il mercato fosse stato condizionato dalla crescente disoccupazione, dalla crisi delle imprese o dall’inaudita stretta creditizia – che hanno impattato negativamente sul clima di fiducia ISAE - e non da qualche petardo di fine anno.

A mio parere – come da tempo segnala il Direttore di InterAutoNews o si discute nell’Anticrisi Day – la colpa è da cercare in un sistema che è invecchiato e che non vuole rendersi conto di esserlo. E mentre l’obsolescente distribuzione di auto in Italia continua a perdere miliardi di fatturato e centinaia di imprenditori , qualcuno all’estero – ma ci sono eccezioni anche da noi  - sta sperimentando qualcosa di nuovo per rendere il mondo dei dealer più attraente e per tornare a fare profitti.

Così nascono innovazioni in Asia, nella vicina Germania, negli USA in Brasile o in Francia, persino in India: Car sharing, MU di PSA, F-Marketing, temporary show-room, internet kiosk, mobility roaming, vendite on-line, SFA, Social Media, mobile sales vans, housewives saleswomen e tanto altro. Incluso l’as-so-cia-zio-ni-smo!

Associazionismo? Fiorenzo Magni - quando eravamo entrambi Concessionari Opel – mi portò con se al seguito del Giro di Italia dove incontrammo Martini, Moser, Torriani, Merckx, Gimondi e tante altre grandi Persone. Nello sport risiedono alcuni fra i Valori più alti per l’Uomo: rispetto, lealtà, sacrificio, spirito di gruppo. Magni da Presidente dell’Associazione Atleti Azzurri d’Italia e da ex Presidente dei Concessionari Opel mi ha sempre spinto a credere nell’associazionismo: “nella vita non ti regala niente nessuno, devi lottare tutti i giorni e cercare di migliorare; l’importante è non vergognarsi delle proprie idee ma rispettare quelle degli altri”.

In Italia è difficile vivere la vita associativa, campanilismi, correnti, ognuno ha le proprie idee e vuole dar loro voce, a volte senza rispettare quelle altrui.

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Figurarsi fra i concessionari auto! Ove il ‘peggior nemico’ non è colui che indossa l’uniforme di un altro colore, ma è chi opera sotto la stessa bandiera a pochi chilometri da te, veste la tua stessa casacca e rappresenta il tuo stesso marchio! Se poi è un innovatore, allora scattano invidie e menzogne.

Così, mentre nel mondo Marchionne, Mulally, Varin, Bill Clinton, George Bush e Ratan Tata partecipano a convention organizzate da prestigiose Associazioni di Concessionari e provano a condividerne le problematiche contribuendo a reinventarne l’obsolescente sistema promuovedo innovazioni, in Italia ci si lamenta. 

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Al Motor Show - nel corso dell’assise della Federazione che raggruppa, tutela, indirizza i Concessionari di Auto e Truck – mentre il relatore illustrava le tappe della crisi, raffigurando banche e concessionarie come un instabile tavolino a tre gambe e spiegava che “Capitale investito è uguale a Banche+Azionisti”, a decine gli Imprenditori presenti si sono alzati ed hanno abbandonato la sala. Alcuni commenti raccolti a caldo fra gli intervenuti:

“Il messaggio che io leggo fra le righe è che Federauto voglia dire ai suoi associati dovete imparare le basi dell’imprenditoria”.

“Ciò conferma la mia convinzione che a capo di strutture che fatturano milioni di euro ci siano solo degli pseudo-imprenditori che se non fosse per il supporto che le case gli danno in termini gestionali chiuderebbero il giorno dopo”.

“Bene, finalmente si riparte dall’ABC: ho decine di colleghi e concorrenti che dovrebbero tornare sui banchi di scuola per come gestiscono le loro concessionarie”.

 “Ma se mancano le basi agli stessi concessionari, come possiamo pretendere che nei punti vendita si possano trovare professionalità e Customer Service?”

 “Mi sono sentito umiliato. La mia categoria, benché vi siano casi isolati di cattiva imprenditoria, non si rispecchia nei contenuti di questo seminario”.
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Competenze messe in dubbio? Come può essere credibile un comparto se la stessa Federazione che lo rappresenta ritiene che ci siano imprenditori che ancora non conoscono gli elementi che sono le fondamenta su cui si costruisce qualsiasi azienda?

Hanno inoltre perplesso più di un concessionario le crude immagini del filmetto-parodia con cui si è mostrato ai dealer non come fare business o innovazione, ma come può essere veloce il passaggio – metaforico – dalla malattia al camposanto. Del resto già nel 2010 la rinnovata Federauto si era presentata al mondo con l’anacronistica parodia del venditore di camice  un video davvero frustrante, seppur nel suo realistico cinismo.

Causa di altri non pochi malumori è stata la decisione di distribuire il nuovo organo ufficiale della Federazione (di TUTTI i dealer italiani) con un’immagine di copertina ‘schierata’ e mal interpretata da più di qualche associato. Anche se con coraggio – riprendendo ciò che altri nel mondo fanno da anni - Il Presidente ha deciso di far suonare l’Inno Nazionale prima dell’inizio dei lavori. Grazie!

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Scambio di opinioni, vince chi tutela i Clienti! A ben vedere – nonostante le positive attività imbastite e la rinnovata comunicazione - la neonata Federazione aveva già inciampato in qualche ostacolo come la battaglia combattuta per la difesa di alcuni imprenditori ‘indifendibili’ dopo che Quattroruote aveva bocciato il modo ‘allegro’ di fare business di qualche Dealer di serie C.

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Chi si ricordava di AICPA? C’era bisogno – nel questionario inviato ai partecipanti – di guardarsi alle spalle proponendo un inelegante confronto con la vecchia Federaicpa, della quale credo vi siano comunque positive eredità da non disperdere, anzicchè approfittarne per raccogliere dati, informazioni, suggerimenti e spunti operativi utili per elaborare strategie e best-practices con cui affrontare i prossimi difficilissimi anni?

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Cose positive ha sviluppato Federauto. Molte ne restano ancora da fare; sono sicuro che – in un mondo automotive ultra-globalizzato – sarebbe anche utile guardarsi attorno con curiosità e fare un giretto per le convention dei colleghi concessionari all’estero, senza delegare ad altre aziende della filiera o ad associazioni consortili la rappresentanza dei Dealer Italiani nel mondo.

In Brasile ed in India, ai Congressi di Fenabrave e FADA, ho ascoltato il Presidente della NADA Stephen Wade dire: “una forte associazione dei dealer significa un maggior valore per le concessionarie stesse”. E’ vero! Dopo essere transitati attraverso la bancarotta di Chrysler e GM ed il crollo delle vendite negli US – grazie alla loro associazione – i dealer americani nel 2011 sono tornati a guadagnare molto bene! Che ne dite, ha ragione il Presidente di NADA?

Ah, nell’elenco delle 700 Associazioni dell’automotive mondiale distribuito dalla prestigiosa WTDA, non c’è traccia dell’Italia.

To-be-continued…

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Questo articolo è stato pubblicato da Maurizio Sala il mercoledì, gennaio 11, 2012 alle 07:15 ed appartiene alla categoria Auto, Mercato, Opel, Quattroruote. Puoi seguire i commenti a questo articolo attraverso i feed RSS 2.0. Lascia un commento!

 

Attualmente sono stati lasciati 5 commenti a “Sistema dealer obsolescente e nuova Federauto”

  1. 1Pietro Montagna ha detto:
    11 gennaio, 2012

    Su questo Blog, a proposito della diatriba Quattroruote-Federauto, ho detto chiaro e tondo da che parte stavo e ho usato parole severe e incontrovertibili contro Federauto e il suo Presidente.
    Quindi nessuno può accusarmi di servilismo se, in merito a quest’articolo, mi trovo decisamente CONTRO le conclusioni e a FAVORE di Federauto e del coraggio del suo Presidente F. Pavan Bernacchi.
    Per essere più immediato elenco i due punti che mi hanno portato a questa decisione:

    1) Il filmato sui 150 anni d’Italia (che so non essere stato condiviso da tutti), dopo la pessima figuraccia di mettere un Leghista (uomo di governo e, sicuramente, per la sua posizione, contro Fiat) è stata una scelta forte e coraggiosa….onestamente ho anche abbandonato l’aula della convention quando ho visto non pochi astanti non alzarsi ad applaudire e continuare a borbottare.
    Vorrei vedere a chi vendono le loro auto in salone, o perchè non sono andati via.

    2) L’intervento di A. Gios, secondo me è stato un messaggio coraggioso!
    Bello, preciso e forte.
    Davanti al coraggio, soprattutto di questi tempi, bisogna alzarsi e rendere omaggio.
    FPB ha mandato un messaggi semplice e chiaro, “questo è lo stato dell’arte di una parte consistente della rete, ora non si può più attendere”…mi domando solo come abbia potuto fare quello scivolone con il dir. di Quattroruote, difendendo l’indifendibile!
    Vuoi vedere che quella sonora botta gli abbia fatto aprire gli occhi e vedere il vero volto della maggior parte dei concessionari auto?…

  2. 2Andrea Pifano ha detto:
    11 gennaio, 2012

    Provare a fare un pò di sana autocritica, credo, non abbia mai fatto male a nessuno, anzi!!
    Riconoscere, poi, che una parte dei dealer svolge il proprio lavoro in una maniera perfettibile non è una novità e se nel proprio salone/azienda è tutto perfetto tanto di guadagnatato. Ma, riprendendo il parallelismo sportivo proposto da Maurizio Sala, a voler sempre far finta di niente credo che si rischi di far la fine dell’Inghilterra ai mondiali: fino al 50 non partecipava per manifesta superiorità e nei successivi 60 anni ha vinto solo un trofeo tralatro macchiato dall’ombra di un ammonizione “strategica” comminata per sguardo ironico di un giocatore argentino all’arbitro.

  3. 3Pietro Montagna ha detto:
    11 gennaio, 2012

    Maurizio,
    tra l’altro ha anche dimenticato di citare il buon Magni che, nell’intervista a Quattroruote, si lamentava che il mestiere di concessionario non conveniva più….lui nel ’56, si comprava mensilmente un appartamento, ora a stento portava lo stipendio a casa!
    Purtroppo questa è la fotografia dell’attuale imprenditore automobilistico italiano….molto fortunatamente, da un paio d’anni a questa parte, questo tipo di Concessionario sta sempre di più divenendo merce rara. Speriamo che la crisi del 2012/13 dia il colpo di grazia agli ultimi attori di questo dramma….a tutto vantaggio di chi, in quest’ultimo quinquennio ha capito cosa sta succedendo, si è rimboccato le maniche, ha messo mano al portafoglio proprio (e non delle banche), ha investito sulle persone. L’anomalia, dell’automotive, era prima, non ora….ora sta diventando come tutti gli altri settori economici-commerciali, il giusto ritorno sull’investimento, che ti viene meno appena fai cavolate….

  4. 4diego saccoman ha detto:
    12 gennaio, 2012

    Le posizioni assunte da Federauto , ormai da troppo tempo, si sono rivelate fuori dal tempo, ultima tra molte l’esclusione degli autoriparatori. Io credo che la forza di un’associazione nasca da una comunione di interessi e dal numero delle persone che li condividono. Io credo che la divisione fra vendita e riparazione verra’ meno, escludere gli operatori del settore con la loro esperienza ‘ sul pezzo’ indebolisce l’associazione. Purtroppo anche queste decisioni rafforzeranno il potere delle case costruttrici che con la loro politica ‘dividi et impera’ hanno finora avuto gioco facile nei confronti dei singoli operatori del settore. E se qualcuno proponesse un sistema distributivo diverso, Federauto lo rappresenterebbe? Perche’ un imprenditore illuminato non dovrebbe passare dalle camicie ad altri settori se il suo modello imprenditoriale funziona? Le associazioni non devono diventare circoli elitari, devono comprendere e non escludere, devono tutelare e non reprimere, devono ascoltare e proporre, magari ,talvolta, schierasi apertamente contro atteggiamenti ingiusti e vessatori nei confronti anche di un loro singolo socio, mettere in discussione se stesse per perseguire l’eccellenza, non inveire contro le ‘ avverse fortune’.
    ds

  5. 5Maurizio Sala ha detto:
    15 gennaio, 2012

    Ho ricevuto dozzine di telefonate e di eMail successive a questo scomodo articolo. Non tutte amichevoli, anche se la maggior parte dei dealer e dei costruttori che mi hanno contattato erano solidali con ciò che ho espresso.

    Ringrazio tutti, sopratutto chi ha fatto critiche costruttive; vorrei segnalare che – a mio avviso – non è vero che chi tace acconsente: generalmente e’ proprio da chi è silente e non esprime il propio parere che provengono malumori, lamentele e tradimenti.

    Posto che per i dealer dell’automotive Europea “il brutto deve ancora venire” come hanno chiaramente comunicato i Top Manager di alcuni costruttori a Reuters, Bloomberg ed AutomotiveNews http://europe.autonews.com/apps/pbcs.dll/article?AID=/20120112/ANE/301129924/1496 , più le associazioni saranno forti meno morti ci saranno al camposanto!

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