Il Brasile e la Fiat, un 2012 da record

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Fiat Strada 1.6 Adventure Crew Cab 2011 © order_242

Il mercato auto brasiliano ha chiuso il 2012 come il migliore anno della sua storia, con un volume di 3.634.510 unità vendute (vetture+lcv)  con un aumento del 6,1 % rispetto al 2011.

La Fiat ha venduto 838.219 veicoli, stabilendo il miglior risultato della sua storia in 36 anni di presenza in Brasile e confermandosi ancora una volta (è l’undicesima consecutiva!) leader del mercato col 23,1 % di quota, in crescita dell’ 11,1% sul 2011; davanti a VW col 21,1 % di quota e GM 17.7 %.

Un successo dovuto in particolare ai risultati di vendita della nuova Uno (272.859 unità) e del pickup Strada (118.620unità), rispettivamente nel ranking delle vendite al 2° e 6° posto, mentre il modello più venduto in assoluto si riconferma la VW Golf con 293.489 unità vendute.

Tra i concorrenti, troviamo una crescita interessante, anche se minimale rispetto ai 3 big del mercato citati, per Citroen (6,6%), Hyundai (3,7%), Kia 3,0%) e Nissan (2,9), sostanzialmente stabili Ford (8,9%), Renault (6,6%), Honda (3,7%) e Toyota (3,1%).

Nel mercato brasiliano si è anche proposto il brand cinese Jac, con un’offerta di modelli nei segmenti popular simili a quelli della famiglia Palio, con la strategia di offrire ‘value for money’ per ora con risultati minimi.

A livello della segmentazione di mercato, ricordo che la tassazione favorisce le vetture con motori di cilindrata inferiore ai 1000 cc; infatti, queste ultime, sono circa il 40% delle vendite totali.

Una performance globale certamente favorita dagli incentivi statali, tramite la riduzione dell’IPT, l’equivalente della ns iva;  ma anche grazie alla notevole capacità, in particolare di Fiat, di proporre al mercato continue novità di prodotto, in tutti i segmenti. Pare anche opportuno ricordare che gli incentivi statali sono stati prorogati per parte del 2013, anche se diminuiti e divisi per scaglione.

Le proiezioni nel medio periodo danno un mercato al 2015 di oltre 4 milioni di veicoli, dove, sempre grazie ad incentivi statali volti a portare in Brasile know-how sia progettuale che produttivo, certamente assisteremo a nuove ed ulteriori localizzazioni dei brand, a scapito degli ‘importatori’ tout court.

Così sembra che anche il Brasile segua la strategia della Cina e, personalmente, credo che sarà seguito da tutti i paesi emergenti con un mercato auto interessante, per volumi e relativa crescita (Russia, India).
Vale a dire produrre in casa propria per arricchire il “saper fare” interno. Questo significherà, forse, la fine degli export, almeno per i “brand full-liner”; tranne per i Paesi “vicini” e “stretti” da vincoli commerciali di interscambio, come già oggi fanno Messico e Thailandia!

E la nostra vecchia industria europea dell’auto, a fronte di questo scenario, schiacciata dalla crisi economica e dal surplus di capacità produttiva, già prima dell’attuale crisi, che farà? …Reagirà? …Come reagirà?

Speriamo con due condizioni, la prima, imprescindibile, come si dice in Brasile ‘se Deus quiser’!
La seconda piu’ terrena, che i Top Manager europei e le Proprietà delle case automobilistiche trovino una soluzione, possibilmente a breve, per il bene futuro delle aziende e dei loro lavoratori europei…

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5 Commenti

  1. Franz says:

    Nei mercati emergenti, Fiat è sempre stata brava, nei mercati dove tutti i costruttori sono presenti con il meglio delle loro tecnologie, molto meno………..
    Che desolazione ….

    • @Franz
      Non sono ammessi commenti anonimi, per cortesia Nome e Cognome, c’é anche scritto nel form.
      Tutti noi ci mettiamo in gioco, chi commenta deve seguire questa semplice regola.
      Grazie

  2. diego saccoman says:

    La Fiat non fa mai notizia, perlomeno in positivo, anche se i numeri le riconoscono il merito.
    E anche quando le altre case utilizzano la sua tecnologia, specialmente in Brasile con le centraline che permettono il funzionamento benzina/bioetanolo di brevetto Magneti Marelli, o quanto marchiato Powertrain, o il motore 1.3 mjet adottato da piu’ costruttori o i motori per veicoli industriali.
    Certo, non abbiamo a che fare con dei santi, come nessuno nel mondo automotive, ma i risultati ci sono.
    Quanto alla cara vecchia Europa, basterebbe prendere atto della situazione, negli ultimo due anni le risorse sono state utilizzate, sperando in una ripresa che ancora non si vede, per sostenere prodotti che nessuno ha comprato, tuttora manca un piano di interventi organici per la riconversione dell’industria, l’assistenzialismo ha prevalso sulla programmazione. Ed anche in questo Fiat ha anticipato i tempi.
    A volte ci vuole un po’ di fortuna, e fiat sembra averne avuta parecchia. Ma da sola non basta, ma anche in questo le scelte del gruppo sembrano essere state quelle a piu’ lungo respiro. Adesso che il tempo sembra essere terminato, spero vivamente in una affermazione del marchio anche “tra noi”, condizione imprescindibile per risollevare un’industria nazionale che ha necessita’ di vendere i propri prodotti e non di ciucciare risorse giusto per il tempo di ingrassare l’amministratore delegato di turno.

  3. @ diego saccoman:

    Onestamente questa situazione mi sta dando, come admin di AS, un pò fastidio. Appena dici qualcosa di non negativo sul marchio nazionale ecco che emimenti politologi e giornalisti si scagliano contro…concessionari, in anonimato, si tolgono qualche pietra dalla scarpa, ma sempre in anonimato….dipendenti attuali sputano nel piatto in cui mangiano loro e i loro figli.

    Lo dico con estrema onestà….così non si va da nessuna parte!

  4. Paolo, sei stato profetico!!!

    Ecco cosa battono le agenzie:
    “….Roberto Baraldi, ha anticipato all’Agencia Brasil che l’AD Sergio Marchionne ha illustrato al Presidente Dilma Roussef il nuovo piano Fiat
    che prevede altri investimenti dell’equivalente di circa 7,4 miliardi di dollari in Brasile entro il 2016. L’iniziativa consentirà di incrementare la capacità produttiva di auto, veicoli commerciali, camion e motori e porterà anche alla realizzazione di uno stabilimento Iveco per l’assemblaggio di mezzi militari…”

    Ma c’è anche la spiegazione di qualcosa in più (per i soliti…) “… Fiat in Brasile non prevede il coinvolgimento di Chrysler perché la Casa americana non dispone ancora di una presenza sufficiente da giustificare la produzione locale.”

    Ma alla fine beccati questa: “Fiat è come noto leader in Brasile davanti a Volkswagen e General Motors.”
    ;)

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