Downsizing nell’automotive: un’altra bufala che svanisce

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Downsizing auto

Più di due anni fa avevo esternato tutti i miei dubbi sulla “moda” del Downsizing, che imperversava anche nell’automotive, e dell’Economia della “Decrescita”.

La mia tesi, in tutta umiltà nei confronti di opinion leader e conferenzieri eccelsi (che però ci guadagnano nel SOLO dire certe cose, non nella loro veridicità, pronti ORA a cambiare il repertorio dei loro interventi), era molto semplice ed elementare.
La crisi c’era ma i suoi effetti sarebbero scomparsi con la sua fine; nessuna inversione di tendenza epocale, MAGARI!

Crisi, e la storia di questi mesi recenti negli USA ne è testimone, che può essere superata solo ridando respiro forte alla domanda interna globale attraverso l’aumento del reddito spendibile e non con sostegni alle imprese; le imprese producono per vendere, se non c’è chi compra del sostegno che gli danno sappiamo bene cosa se ne fanno!
Provando a non divagare, rimaniamo sul titolo di questo post.

Ormai gli USA sono decisamente fuori dalla crisi e il segnale più evidente ci è dato dai numeri del mese di Agosto; ritorno del mercato auto ai livelli precrisi!

Analizzare solo i dati auto, che faremo tra qualche rigo, non spiegherebbe quasi nulla.
L’inversione di tendenza si è avuta perchè c’è stata una ripresa della domanda interna dovuta a un aumento delle capacità di spesa della popolazione.
E finalmente, per gli USA, i dati occupazionali sono stabilmente positivi, si è scesi allo 7,3% di disoccupati; bisogna risalire ad aprile 2008 per avere un dato così basso!

Come dicevo nel “prologo”, é palese il ritorno ad una domanda interna più sostenuta, quindi più reddito=maggiore capacità di spesa e, per l’automotive, maggiore possibilità di accesso al credito.

Happy Fourth of July 2013!

Happy Fourth of July 2013! © JD Hancock

Ed eccoli, direte voi FINALMENTE, i famigerati dati: 1.5 MLN di veicoli venduti nel mese di Agosto 2013. Si tratta di un +17% rispetto ad Agosto 2012.

La proiezione delle vendite 2013 è di 16.09 MLN, vale a dire si è ritornati ai numeri del 2007!

Ma andiamo nei dettagli:

  • GM (275.847) vende il 15% in più rispetto ad Agosto 2012; il più alto numero di vendite dal Settembre 2008, il 22,4% sono stati Pick-up (61.620);
  • FORD +12% (220.404) di cui 71.115 (32,3%) Pick-up della serie F. Considerando una giornata di 24 ore se ne sono venduti, come Pick-up serie F, uno ogni 42 secondi. Non si vendevano tanti Pick-up dal 2006;
  • CHRYSLER +11% (120.161). É il 41esimo mese consecutivo con il segno positivo. Considerando solo i modelli SUV della casa, vale a dire RAM, JEEP Grand Cherokee e DODGE Durango si tratta del +31%.

Anche le auto importate hanno avuto dei segni positivi a due cifre (+56.1%) e più nel dettaglio, i primi 3 Brand asiatici:

  • TOYOTA +23%;
  • HONDA +27%;
  • NISSAN +22%.

Mentre quelli europei:

  • BMW +35.4%;
  • MERCEDES-BENZ +15.8%;
  • AUDI stabilisce il suo record di vendite statunitensi con 14.005 auto vendute e con un+21.5%.

I numeri e le percentuali riportati non ammettono visioni “complementari”. La ripresa c’è, ed è consolidata, al punto che si stanno raggiungendo i più alti valori di mercato nella storia commerciale degli USA (17MLN di veicoli immatricolati).  La “rabbia repressa” per mancato acquisto si è scatenata nei confronti dei prodotti più di immagine e di riscatto sociale…alla faccia di ogni moralismo etico!

Nulla vieta di pensare che questo modello, favorito anche dalle proposte delle Case,  possa replicarsi in altri Continenti, compresa l’Europa. Speriamo solo che i teorici della decrescita e del downsizing abbiano il buon gusto di cambiare mestiere…secondo voi cosa accadrà?  Secondo me, nulla!
Continueranno ad autocelebrarsi come influencer, analisti e quant’altro su qualche altro argomento d’attualità…semmai su ibride ed elettriche!

Vi faccio io però una previsione e la metto per iscritto.
Secondo me  in Europa, visto i modelli al salone di Francoforte, le dinamiche saranno diverse e non avremo la stessa ripresa quantitativa degli USA, almeno fino al 2017 …ma questa è una storia che vi racconterò in un prossimo post. ;)



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7 Commenti

  1. un malato says:

    Il concetto è: bella la macchinana elettrica, comprala tu che sei avanti, io preferisco girare con il mio 6 cilindri!

  2. Fabiano Polimeni says:

    Sulla ricetta per far ripartire l’economia, ovvero, mettere soldi nelle tasche dei cittadini perché girino i consumi sono pienamente d’accordo. Meno, sulla bocciatura del downsizing. Che gli States vivano in un loro universo incompatibile anche con lo sviluppo della tecnica automobilistica lo conferma il fatto che vadano in giro con V6 e V8 benzina vecchi di trent’anni come progettazione. Non è la strada da seguire. Il downsizing ha quantomeno riproposto i turbocompressori sotto un’ottica differente, utili a colmare il gap di coppia con i motori diesel e riducendo sensibilmente i consumi. Certo, sono convinto che non basti il motore piccolo e turbo per risparmiare, se poi il piede di chi guida non sa sfruttarlo correttamente. Quanto siano un “cattivo esempio” automobilisticamente parlando gli Usa lo conferma una news di stamane: Honda non monterà lo Start&stop sulla Fit – la nostra Jazz – negli Usa perché il ritardo nella ripartenza (circa 1 secondo) è penalizzante per l’acquirente tipo a stelle e strisce. Ora, se dobbiamo seguire queste indicazioni… preferisco veder proliferare tre cilindri turbo benzina che mandino in pensione i vecchi 1.2, oppure medie cilindrate al posto di esagerati over-2 litri. Insomma, sono del partito pro-downsizing ;)

  3. @ un malato:
    Sei in via di guarigione? :)

    @ Fabiano Polimeni:
    Ciao Fabiano,
    il mio non era un post “contro” il downsizing….ma contro le aspettative che erano nate da questa “moda”. Aspettative che hanno fatto nascere convegni, libri, modi/gruppi di acquisto che appena l’economia si è ripresa sono stati spazzati via.

    Cosa è rimasto del downsizing negli USA? MOLTO, ma non quello stravolgimento epico di cui si favoleggiava!

    Due esempi:
    – ci sono alcune zone di villeggiature usa dove il piccolo è bello, comodo, economico ed è chic. Questo, almeno per un pò rimarrà!
    – c’era gente che nemmeno sapeva che motori sotto una certa cilindrata potessero avere delle prestazioni degni di nota; ora lo sa.

    Questo rimarrà per molto ma non sarà, negli USA, un momento epocale di “involuzione” della spesa per ragioni di costume.

    Discorso diverso (ho già preparato un post al riguardo) per l’Europa.

  4. Pierluigi Zironi says:

    Mi trovo d’accordo su tutto quello che c’è scritto in questo articolo. Aggiungessi affermazioni del tipo che il downsizing era una reazione del consumatore alla crisi economica (che negli Stati Uniti più o meno sembra passata), non farei altro che dire in un’altra maniera quello detto da Pietro Montagna.
    Vogliamo poi ricordare che gli Stati Uniti forse raggiungeranno l’autosufficienza energetica grazie a nuovi metodi di estrazione come quello del petrolio da pietre viscose (fracking)?
    Coscienti di ciò – e del fatto dell’aumento del reddito spendibile – cosa impedisce agli americani di ritornare ad acquistare vetture come il Ford serie F?

  5. Renato Scialpi says:

    Concordo fino a un certo punto. Certo: si può leggere la “febbre da pick-up” come voglia di andare in giro con un mezzo grosso e potente.
    Non dimentichiamo però due motivazioni chiave che ne hanno decretato il successo negli Usa. Ovvero in primis il prezzo molto competitivo di molti pick up rispetto ai suv equivalenti. E questo, permettetemi, è un downsizing in corso che riguarda i listini, più che motori e taglie dei mezzi.
    E poi – pure qui torniamo sul fattore crisi – l’adattarsi dei pick up alla taglia fisica delle fasce meno istruite e facoltose della popolazione Usa: ricordiamoci che il nerd californiano, palestrato e in forma, guida senza problemi la Prius, ma non è lo stesso per il magazziniere di Walmart, spesso reso obeso (piaga sociale numero uno in America) dall’alimentazione disastrosa di chi ha ben pochi quattrini in tasca.

  6. Cristiano says:

    Sarebbe carino realizzare un’analisi di correlazione tra vendite di pick-up ed obesita’. Si tratta pur sempre di trasporti pesanti :)

  7. diego saccoman says:

    Sono i costruttori che credono di interpretare le necessita’ del consumatore ma, in alcuni casi, sembra che abbiano preso dei grandi abbagli proponendo veicoli che poco hanno a che fare con le automobili e con l’utilizzo che tutti necessitano.
    La scarsita’ di reddito disponibile avra’ anche riposizionato l’acquisto, ma il cliente non si e’ ristretto, cosa se ne fa una famiglia media di una 2+2 posti? figuriamoci di una 2+0.
    E dell’autonomia? A chi servirebbe un veicolo con 100 km di autonomia? Insomma, forse si e’ dimenticata la necessita’ di base dei clienti dell’automobile.

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